Come se ti tagliassero i piedi - Storie di lotta al cyberbullismo

Alcune classi Terze della Scuola Secondaria di I grado “Leopardi” e altre migliaia di studenti di tutta Italia hanno partecipato a #cuoriconnessi, un progetto di prevenzione e contrasto al cyberbullismo, organizzato da Unieuro in collaborazione con la Polizia di Stato. Si tratta di un’iniziativa condotta dal giornalista Luca Pagliari, che da diversi anni raccoglie storie di ragazze e ragazzi alle prese con problemi legati alla rete.

Dopo la pubblicazione di due libri, quest’anno il progetto si è svolto attraverso un tour virtuale, con diversi appuntamenti durante l’autunno. Per ogni incontro, oltre ad un rappresentante della Polizia di Stato e Luca Pagliari erano presenti, con la possibilità di interagire direttamente, due classi collegate da scuole sempre diverse, che hanno potuto chiarire i loro dubbi sugli argomenti trattati, a nome di tutti gli studenti d’Italia.

Tra le storie raccontate troviamo quella di Veronica, una ragazza ormai maggiorenne che durante il liceo ha subito catfishing, cioè una truffa condotta attraverso la creazione di profili fake, spesso riguardante l’amore. Veronica ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia solo dopo tre anni di chiusura e sofferenza. È lei stessa ad affermare: “Non è giusto giocare con i sentimenti di altre persone, perché siamo tutti umani e tutti proviamo emozioni”. Diversa è stata l’esperienza di Aalim (nome inventato per privacy), un ragazzo che a causa di un passato difficile si è chiuso in sé stesso, apparendo come bullo ma nascondendo in realtà una storia di abbandono. Grazie a #cuoriconnesi è riuscito ad aprirsi, ma nessuno, nemmeno il tempo, potrà chiudere del tutto la ferita e il trauma che ha subito da piccolo. Alessandro ha raccontato invece la storia del figlio, anch’egli vittima di catfishing. All’età di circa 13 anni viene ricattato per aver ingenuamente condiviso sue foto intime. La sua personalità, prima allegra e spensierata, viene totalmente trasformata da questa esperienza, di fronte alla quale un genitore può sentirsi impotente, “come se ti tagliassero i piedi”.

Nessuno ridarà mai a questi ragazzi gli anni persi della loro adolescenza e nemmeno il sorriso che avevano una volta, ma raccontando  le loro esperienze possono aiutare altri che stanno vivendo dolori simili a sentirsi meno soli e trovare il coraggio di aprirsi.

Questi incontri dovrebbero essere seguiti da tutti, perché fanno capire la gravità del bullismo in tutte le sue forme e riescono a far capire cosa provi davvero la vittima.

Gli alunni della 3^C - Leopardi

 

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